MERCEDES 280 SE


Marchio : MERCEDES-BENZ
Modello : 280 SE
Anno : 1976

La nuova vettura che ufficialmente avrebbe sostituito la 170 W15 venne presentata al Salone dell’Automobile di Berlino del 1936. Divenne subito chiaro che avrebbe avuto un gran successo di vendite, anche se mai ci si sarebbe aspettati che sarebbe stato proprio quello il modello che avrebbe permesso alla Mercedes-Benz di risollevarsi dopo il disastro bellico. La 170V fu infatti l’unica Mercedes-Benz ad essere stata riproposta anche dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Nonostante il nome, la 170V non condivideva alcuna parentela con la 170H, che era invece l’erede della 130H. L’unico punto in comune tra la 170V e la 170H stava nel motore M136 da 1.7 litri, montato posteriormente sulla 170H (H stava per “heck”, che in tedesco significa “dietro”, “posteriore”). Ma le parentele della 170V erano poche anche con la 170 W15, anzi, erano ancor meno: i motori montati sulle due vetture, pur essendo entrambi da 1.7 litri, non avevano nulla in comune. Sulla 170 W15 era un 6 cilindri, mentre sulla 170V era un quadricilindrico.
Il motore montato nel vano motore della 170V era in grado di erogare anch’esso fino a 38 CV e le prestazioni erano simili a quelle della 160V, con 108 km/h di allungo. Il cambio era a 4 marce con frizione monodisco a secco. Nei primi anni di produzione solo le due marce più alte erano sincronizzate, ma a partire dal 1938 venne proposto un cambio interamente sincronizzato.
La 170V nasceva su un telaio ad X con longheroni a sezione ovale. Su questo telaio trovavano posto le sospensioni a ruote indipendenti con avantreno a due balestre trasversali, retrotreno a semiassi oscillanti e molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici su entrambi gli assi. L’impianto frenante era di tipo idraulico, con quattro tamburi.

La 170 V fu proposta subito in una gran varietà di carrozzerie: limousine, berlina, trasformabile, cabriolet (in più varianti) e roadster (quest’ultima dotata di un piccolo divanetto posteriore estraibile noto come posto della suocera), solo per citare quelle adibite ad un utilizzo turistico. Della 170V vennero infatti prodotte anche altre versioni, dotate di carrozzerie particolari, come la furgonetta, il pick-up ed alcune versioni per utilizzo militare (Kübelwagen).
Tutte queste caratteristiche facevano parte di un modello che fin dal debutto venne proposto ad un prezzo assai concorrenziale: la versione berlina a 2 porte veniva venduta a 3.750 marchi, mentre la più cara del gruppo, detta Cabriolet D, era in vendita a 5.980 marchi. Il prezzo d’attacco molto allettante produsse per la 170V un immediato successo di vendite: basti pensare che nel primo periodo di produzione (dal 1936 al 1942) ne furono vendute ben 71.973 esemplari. L’unico grosso neo funzionale della 170V stava nel bagagliaio accessibile solo dall’abitacolo e non dall’esterno. Nel 1942, oramai in piena guerra mondiale, la produzione della 170V venne sospesa.

Berlina in buone condizioni conservative, ufficiale italiana, con cambio automatico e 180.000 km reali.
Iscrizione ASI.

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